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| Priverno - |
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Palazzo Zaccaleoni
La famiglia Zaccaleoni, una delle più antiche di Priverno ormai scomparsa, aveva la sua dimora nel grande edificio della via Zaccaleoni. La struttura del palazzo risale al periodo ogivale ma importanti modifiche furono fatte nel corso del XVI e XVII secolo. Con l'estinzione della famiglia, il palazzo fu messo in vendita e la divisione consecutiva ha provocato l'alterazione e la distruzione di ambienti architettonici di grande interesse e di opere d'arte e d'artigianato. Fra gli ambienti del piano nobile è parzialmente pervenuta la galleria che si affaccia sulla via Zaccaleoni.
La galleria, lunga circa 10 metri e larga 3 è coperta con volta a botte. Nel passato era completamente dipinta, ma oggi |
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è visibile solo qualche frammento e i due grandi stucchi posti nelle lunette delle due estremità dell'ambiente.
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Palazzo sede museale
(Palazzo del Vescovado)
E' a Priverno, in pieno centro storico, ed è dedicato a Privernum romana, colonia del II sec. a.C., fondata nel cuore della Valle dell'Amaseno. Il museo racconta la storia della città e del suo territorio attraverso un percorso che si snoda in dodici sale, dove sono esposti i reperti archeologici illustrati da un efficace supporto didattico, arricchito di foto e ricostruzioni che offrono un'immagine di monumenti, case e edifici inseriti in uno spaccato di vita quotidiana. Nel salone centrale è ospitato il gioiello del Museo: si tratta di un
raffinato pavimento a mosaico policromo, di
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fattura ellenistica, impreziosito da una lunga soglia che riproduce un paesaggio egiziano, con architetture che fanno da sfondo al fiume Nilo, popolato da pesci, anatre e coccodrilli che contornano gustose vignette animate da Pigmei.
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Palazzo Valeriani Guarini Antonelli
Un lungo nome per una lunga storia di questo palazzo che chiude la piazza del Comune, proprio di fronte al Duomo di Santa Maria Annunziata.
Le sue origini affondano nel Medioevo e sono legate ai Valeriani, una delle famiglie più illustri di Priverno. Nel 1500 i Guarini, nuovi proprietari dell’edificio, lo ristrutturarono
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interamente portandolo alle dimensioni attuali e conservando, in facciata, due belle bifore medievali inserite tra finestre, portale e decori rinascimentali
Intorno al 1920 il palazzo, passato intanto alla famiglia Antonelli, era ormai in completa rovina; fu allora letteralmente sventrato e ricostruito ex – novo salvando, delle sue antiche forme, la sola facciata che fu riproposta, così come la vediamo oggi, secondo un decoro tutto rinascimentale.
(da Priverno, una città per immagini, Edizioni l’Orbicolare, Milano 2007) |
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San Giorgio è il nome convenzionale dato a questo palazzo, grande e maestoso che forse fu residenza dei Consoli o dell’antico ‘Bargello’, un edificio ad uso della milizia urbana comunale a cui sembrano far riferimento anche antiche cronache locali. La sua mole, in profondità, occupa l’intero isolato e, benché soffocato da un groviglio di abitazioni, s’impone fra i vicoli San Giorgio e Cavour con le austere facciate in pietra, alte come sono alte le torri, che parlano ancora di Medioevo con le belle arcate d’ingresso ogivali e le eleganti bifore gotiche.
Il palazzo è stato da poco restaurato e diventerà presto sede della Biblioteca e dell’Archivio Comunale.
(da Priverno, una città per immagini, Edizioni l’Orbicolare, Milano 2007) |
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