Il Piano di Gestione costituisce il primo riferimento di programmazione di dettaglio del territorio compreso nel S.I.C. "Bosco del Polverino" ed in particolare del soprassuolo forestale e pertanto quale riferimento per una corretta gestione occorre considerare la differita gradualità di realizzazione degli interventi specifici distintamente per Tipologie Strutturali così come individuate nel P.d.G. L'Assetto Forestale dovrà pertanto essere correlato al continuo e programmato monitoraggio degli indicatori della struttura dell'habitat forestale, del funzionamento dei processi di rigenerazione e dello stato di vitalità delle specie tipiche, del funzionamento dei processi di decomposizione della sostanza organica nonché alla riduzione dei rischi di incendio e di invasione di specie alloctone con i pericoli delle interferenze nei rapporti interspecifici tra i componenti la comunità con pericolo di alterazione degli equilibri esistenti negli ecosistemi. La gestione del "Bosco del Polverino" dovrà necessariamente essere mirata al mantenimento di una diversità strutturale (verticale e orizzontale) sufficiente alla diversificazione della nicchia ecologica (spaziale e trofica) delle specie tipiche dell'habitat (vegetali e animali), in una nuova visione della funzionalità e della produttività che superano largamente i confini esclusivamente economici. Pertanto per la conservazione degli habitat in uno stato di funzionalità soddisfacente, è importante riconoscere e assecondare la capacità autopoietica, attraverso una gestione forestale fondata sui criteri della selvicoltura sistemica (Ciancio et al., 1994) secondo i parametri della cosiddetta selvicoltura naturalistica ovvero basata su principi precauzionali - che presuppongono necessariamente il rispetto delle esigenze ecologiche delle specie presenti.
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