Area Archeologica Privernum
L'Area Archeologica abbraccia una superficie di circa 20 ettari e racchiude i resti dell'antica colonia romana di
Privernum.
Lavori ancora in corso stanno completando gli interventi di scavo e di restauro e, insieme, la realizzazione di tutte quelle infrastrutture necessarie ad una corretta fruizione. La storia di
Privernum, antica città dei Volsci, poi municipio romano e successivamente colonia di cittadini di Roma, si articola e si diversifica attraverso forme di un insediamento caratterizzate ognuna da proprie strutture politiche e amministrative.

La colonia romana di cui si stanno mettendo in luce le testimonianze archeologiche, fu fondata sul finire del
II secolo a.C. in un sito di pianura, chiamato oggi Mezzagosto, posto all'interno della fertile vallata del fiume Amaseno.
La fertilità del territorio, insieme alla presenza di un tessuto di grande traffico, fu la ragione di un benessere economico e di un lusso cittadino bene denunciati dai
resti architettonici e decorativi delle domus e degli edifici pubblici della città antica.
Il sito di pianura fu abitato, senza soluzione di continuità, fino all'alto Medioevo quando la città, con il nome di
Piperno, fu trasferita sul colle che ancora oggi ospita
Priverno. Il settore maggiormente indagato della città, limitato da un tratto delle mura urbiche, corrisponde alla sua area centrale e conserva testimonianza che legano la storia edilizia della colonia dal momento della sua fondazione fino all'abbandono avvenuto nel corso del
XII secolo d. C.
Di notevole interesse sono alcune abitazioni repubblicane caratterizzate da ricche
pavimentazioni a mosaico e da impianti planimetrici incentrati su grandiosi atri e peristili che ripetono modelli e schemi della casa di lusso di stampo ellenistico.
L'attività edilizia dell'età imperiale è denunciata dai resti imponenti del teatro con una grande piazza porticata alle sue spalle, dove si svolgevano le attività commerciali e da un edificio termale costruito, dopo il
II secolo d.C. sulle strutture ormai abbandonate di una domus.
Le terme conservano il loro canonico impianto planimetrico. Scavi recentissimi hanno inoltre rimesso in luce la fase altomedievale della città che trovava uno dei suoi poli principali nella
chiesa, quasi certamente la
cattedrale. Questa, costruita intono al
VI secolo, attraverso più fasi edilizie giunge, nell'
XI secolo, ad una completa ristrutturazione di cui si conserva, fra l'altro, una piccola cripta decorata con un dipinto che propone la Madonna, orante e regina, con due figure di presbiteri e una teoria di angeli. La maggior parte dei ritrovamenti dell'
Area archeologica sono conservati all'interno del
Museo Archeologico.
Testi tratti dalla guida Il Sistema Museale urbano curato dalla dott.ssa Margherita Cancellieri - Foto Edizioni Orbicolare